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Schifani: Per Rilanciare L'economia, Il Presidente del Senato Propone L'Apertura Di Nuovi Casinò2009-03-20
Chiara Nicolodi
Un'idea bizzarra e insolita quella del presidente del Senato, Renato Schifani,che non ha dubbi e sostiene: "Le case da gioco sono una nuova risorsa turistica da promuovere nei territori, che ne sono ancora sprovvisti" Michela Brambilla, sottosegretario al Turismo, appoggia entusiasta: "Apriamoli ovunque, a cominciare dagli alberghi a cinque stelle".
Strano ma vero che questa proposta esca dal Palazzo delle politica italiana, invece che dal movimento dei sostenitori dei Casinò. Schifani afferma: "I tempi sono maturi per creare nuovi Casinò nel Centro e Sud Italia, in questo modo aumenteremo la risposta italiana alla concorrenza degli altri Paesi del Mediterraneo. Essere contrari, oggi, non si giustifica più, i Casinò sono una nuova risorsa turistica da promuovere nei territori che ne sono sprovvisti. Costituiranno ulteriore attrattiva per i tradizionali flussi turistici e ne susciteranno di nuovi e interessanti per l'economia di settore". Chi è del mestiere, conosce molto bene la situazione di crisi che attanaglia i nostri Casinò. Nel 2008 le quattro case da gioco più battute: Campione, Saint Vincent, Sanremo e Venezia, hanno realizzato 562 milioni di entrate, un calo del 4%, anche se in aumento sono state le visite, 3,5 milioni per un aumento totale del 15%. L'European Casinò Association colloca l'Italia al settimo posto nel mercato europeo, con 9,3 miliardi di euro. Al primo posto la Francia, con 2,5 miliardi di incassi. Bisogna però sottolineare che in Italia ci sono pochissime case da gioco. La Francia detiene il primato con 188 Casinò, a seguire i 150 della Repubblica Ceca, i 131 della Gran Bretagna, i 125 dell'Estonia, i 70 della Germania, i 35 della Spagna, i 20 della Croazia, i 17 della Svizzera, i 12 dell'Austria, gli 11 dell'Olanda, i 10 della Slovenia, i 9 della Grecia e gli 8 di Portogallo e Belgio. Lo stesso Schifani ammette: "E' vero che taluni degli attuali Casinò italiani mostrano qualche segno di crisi, ma è altrettanto vero che le ragioni vanno ricercate al di fuori del venir meno di uno specifico interesse degli utenti". Nove sono le proposte di legge ferme in Parlamento per l'apertura di nuove case da gioco. Molte le località prescelte: Stresa, Gardone Riviera, San Pellegrino Terme, Viareggio, Fiuggi, Ostuni e Taormina. Un ordine del giorno accolto dal governo, che risale al 25 agosto 2008, sancisce che in Italia possano essere aperti al massimo dieci Casinò collocati nelle quattro aree geografiche in cui è stata suddivisa la penisola: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria (zona 1); Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche (2); Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria (3); Sardegna e Sicilia (4). La proposta del presidente del Senato soddisfa l'Anit, l'associazione dei maggiori Comuni turistici italiani, che però richiede una "normativa seria" e sostiene che la valorizzazione del territorio e dell'indotto turistico "non appare perseguibile con l'apertura di tavoli verdi negli hotel di lusso". Mentre la Federgioco solleva critiche e dubbi, affermando che la situazione tra domanda e offerta è equilibrata e dunque un aumento di numero sarebbe davvero inutile. Chissà, se in tempo di crisi come questo che stiamo attraversando, sia più rischioso lasciare i nostri soldi depositati in Banca o giocarli nei Casinò? Categorie NewsRSS xml feed
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